PER I CARIGI IL PESCANTINASETTIMO E’ UN AFFARE DI FAMIGLIA
( Cristian gioca nel PescantinaSettimo, sua madre Luisa non si perde una partita del figlio, suo padre Stefano fa il direttore sportivo ed ha giocato nel Pescantina nell’Interregionale dell’era Pasquali, il nonno Luigi è stato custode del campo che sorgeva nel centro del paese quando il Pescantina si misurava negli accesi derby contro il Cardi Chievo del papà dell’attuale presidente Luca Campedelli del Chievo Verona)

E’ proprio il caso di dirlo una famiglia nel pallone. Sono i Carigi appassionati nell’amare i colori del PescantinaSettimo. Il papà Stefano detto per tutti “Gil” è arrivato quest’anno nella squadra guidata dal presidente Lucio Alfuso per ricoprire con lustro la carica di direttore sportivo. Con maestria ha costruito d’accordo con la società entusiastica del Pescantina, la rosa della prima squadra che ha vinto con 4 turni d’anticipo, con merito il campionato di seconda categoria. Non tutti sanno però che il papà di Stefano , Luigi detto “Gigi” ha custodito per molti anni il campo sportivo in centro del paese, oggi non c’è più, al suo posto un parcheggio, ai tempi dell’era del presidente Natale Pasquali e l’annesso bar sempre frequentatissimo dai tifosi di casa e non. Ma non è finita qui, Stefano ha giocato sempre nel Pescantina come valido centrocampista nella compagine che è salita in Interregionale affrontando in combattuti derby il Cardi Chievo. Oggi sui figlio Cristian è l’anima assieme al portiere Padovani, il difensore Galassini della nuova era del calcio al PescantinaSettimo. Gioca come il padre a centrocampo, sotto l’approvazione di mamma Luisa che non si perde una gara del PescantinaSettimo e lava le maglie del figlio Cristian.
Chiude il ds Stefano Carigi: Il Pescantina per noi è veramente un affare di famiglia. Ho ripensato ai sacrifici fatti da mio padre Luigi quando domenica abbiamo vinto il campionato di Seconda categoria. Una gioia unica ed incredibile. Al fischio finale sono accorso ad abbracciare mia moglie Luisa che aveva come il sottoscritto gli occhi lucidi>.

( Roberto Pintore)